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Il peperoncino, tra leggenda e scienza

Piccante e afrodisiaco, è davvero un elisir di salute e un ingrediente segreto della seduzione?

Arrivato dalle Indie, ovvero dallAmerica centrale, grazie a Cristoforo Colombo che lo aveva scoperto e portato in Spagna, il peperoncino ha conquistato la cucina di diverse tradizioni, anche se non immediatamente. Al suo debutto, infatti, non piacque ai nobili europei, mentre fu ben accolto dal popolo, guadagnandosi lappellativo di spezia dei poveri. Ne esistono molte varietà: l’habanero è tra i più piccanti, mentre le varietà cayenna, calabrese e jalapeno messicano sono classificati come moderatamente piccanti.

Già i popoli precolombiani (così come nell’estremo Oriente) associavano il peperoncino all’eros, e nell’Europa del ‘500 la sua nomea peccaminosa venne molto enfatizzata, tanto che la Chiesa lo bollò come “suscitatore di insani propositi”. La scienza moderna dà ragione di questo potere afrodisiaco, che è da attribuire alla capsicina, la sostanza che lo rende piccante e che ha un effetto vasodilatatore, oltre che analgesico e antinfiammatorio. Il peperoncino fresco è inoltre ricco di polifenoli e di vitamine C, E, K, B, A e minerali, come il potassio: proprio la vitamina E contribuisce a stimolare la libido e favorisce la fertilità.





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